“Il QT8 è stato un atto progettuale pionieristico e coraggioso, un esempio di innovazione appoggiato dall’intelligenza di una teoria urbanistica d’avanguardia”.

“Dopo l’esperienza del QT8, la pianificazione urbanisti­ca e le innovazioni tecnologiche applicate all’edilizia sono diventate le tematiche chiave della Triennale du­rante tutti gli anni Cinquanta”. (scritti della Triennale)
La Triennale di Milano nel 1947, in occasione della sua ottava edi­zione, ha dato vita a un evento completamente innovativo, rispetto alle edizioni precedenti, che superava il limite della semplice espo­sizione temporanea di prototipi abitativi.


Progettisti: F. Albini, P. Bottoni, E. Cerutti, I. Gardella, G. Mucchi, G. Palanti, E. Peressutti, M. Pucci, A. Putelli, G. Romano, M. Zanuso, L.B. Belgioioso, G.L. Banfi, E.N. Rogers, G. Pollini, M. Morini, V. Gandolfi
Anno di Progettazione 1946
Anno di Realizzazione 1947-1954

Committenza/Soggetti promotori: Comune di Milano, Triennale di Milano
Strumenti urbanistici: Tre successivi piani urbanistici di sviluppo redatti rispettivamente negli anni 1946, 1950 e 1953, il primo dei quali era parte integrante del Piano di Ricostruzione della città di Milano (in qualità di zona di ampliamento aggiuntiva); il secondo afferiva al Piano Regolatore di Milano del 1953. mentre il terzo costituiva una variante al contestuale piano particolareggiato del P.R. di Milano allo studio per la zona del QT8.

Dati quantitativi:

Popolazione insediata da progetto 1953:18000 abitanti circa; stato di fatto attuale: 16300 abitanti circa abitanti
Superficie o volume utile edificati (Su) Da progetto 1953: Su = 265000 mq,Vu = 927500 mc; stato di fatto attuale: Su =208400 mq, Vu = 729400 mc
Superficie fondiaria (Sf) Da progetto 1953: Sf = 33625 mq; stato di fatto attuale: Sf = 29150 mq
Superficie coperta residenziale (Scr) Da progetto 1953: Scr = 22800 mq; stato di fatto attuale: Scr = 18300 mq
Superficie delle strade 42700 mq
Superficie dei parcheggi pubblici 13660 mq
Superficie dei servizi pubblici 5430 mq
Superficie del verde pubblico attrezzato 375694 mq
Numero alloggi (reali o presunti)
Superficie delle attivita commerciali 2330 mq
Superficie delle attivita direzionali 415 mq
Superficie delle attivita ricettive 1900 mq
Superficie delle attivita artigianali e industriali 750 mq


Descrizione sintetica generale
Il QT8 è un quartiere sperimentale realizzato in occasione dell’ottava Triennale di Milano, e si è configurato fin dalle sue origini come un progetto pilota di carattere pionieristico, innovativo ed esemplare, un audace intervento animato e informato da un programma urbanistico completo e avanzato, espressione di un inedito approccio multidisciplinare aperto a nuove sensibilità di percezione urbana, nonché a dinamiche di vita sociale, partecipazione urbana e coinvolgimento collettivo che risultano piuttosto vicine a quelle odierne.

Fin dall’inizio il QT8 si presenta come esempio, nella casistica italiana e per certi aspetti anche straniera, di un quartiere che è libero, anche se solo in parte, dalle codificazioni regolamentari che vincolano altri quartieri del capoluogo lombardo, e l’unico che a Milano presenti le condizioni urbanistiche ideali per l’architettura moderna. Argomentiamo quanto affermato con una elencazione degli interventi innovativi ed esemplari attuati nel quartiere:

- Nel 1946-47 vi furono realizzate le prime case costruite ex novo a Milano nel Dopoguerra per reduci e senza tetto, edificando undici differenti modelli tipologici di residenze progettate, con concorso nazionale, da esimi architetti di tutta Italia: tali modelli furono ripresi e ampiamente riutilizzati nell’intera campagna di ricostruzione italiana;

- Al QT8 fu realizzato nel 1948 un programma di sperimentazioni costruttive, tecniche e tecnologiche relative alla prefabbricazione e al montaggio in cantiere di case a 4 piani, e alle loro dotazioni impiantistiche. Si tratta delle uniche sperimentazioni ufficiali autorizzate e condotte in Italia dal Ministero dei Lavori Pubblici in quegli anni;

- È sorta al QT8 l’interessantissimo e inedito prototipo abitativo Ina Casa consistente palazzine residenziali di 11 piani con sistema distributivo a ballatoio e scala esterna, la sola del genere esistente a quei tempi in Italia;

- Al centro del quartiere fu edificata una inconsueta chiesa a pianta circolare, il cui progetto, vincitore di un concorso della ottava Triennale (1947), era veramente sperimentale quanto a planimetria, volumetria e persino, si dice, per l’interpretazione della liturgia e la sua traduzione nell’organizzazione spaziale dell’interno;

- Nel quartiere sorse il primo campo gioco attrezzato per ragazzi di Milano, dotazione che fu, tra l’altro, virtuoso elemento propulsivo dell’iniziativa degli altri campi di gioco cittadini;

- Qui si avviarono per la prima volta, in veste di esperimento, le formazioni delle zone verdi condominiali per lo svago dei ragazzi e il riposo degli adulti, che mirano a risolvere il problema del giardino annesso alla casa con minimi di area.

Il quartiere, situato nella periferia nord-ovest di Milano, non distante dallo Stadio S.Siro e dall’omonimo ippodromo adiacente, è delimitato a nord da una bretella viaria di alimentazione confluente nel Viale Scarampo, ad est dalla Via Serra, a sud da Via Diomede e ad ovest dalla via Sant’Elia. Il QT8 nacque con configurazione come quartiere satellite di nuova espansione dell’abitato nel quadrante settentrionale della città, un quartiere già originariamente a spiccata connotazione verde, sia perché deputato a ospitare un grande parco (di utenza non solo di quartiere, ma cittadina), sia perché attiguo al grande polmone verde dell’ippodromo, con le sue scuderie, le piste di allenamento, le corsie verdi. Anche il lido a sud-est e una fascia di parco a nord, fasce di rispetto e insieme elementi mitigatori/schermatori dell’inquinamento acustico e atmosferico proveniente dai quartieri del Corso Sempione, contribuiscono ad affermare l’immagine verdeggiante del quartiere.

Il QT8, esteso su una superficie territoriale di circa 94 ettari, è stato progettato per ospitare una popolazione di circa 18000 abitanti (oggi non superano i 16300), ed ha servizi adeguati a soddisfare le esigenze di tutte le fasce d’età; prefigurato come luogo che stimolasse una vivace socialità, ricchezza e complessità di relazioni interpersonali di vicinato e non solo, di fatto non ha mai contraddetto, nei sessant’anni della sua storia e della sua evoluzione urbana, la sua vocazione programmatica iniziale: è rimasto luogo di scambio sociale e culturale, di partecipazione collettiva a eventi di quartiere e, talvolta, di interesse per l’intera cittadinanza e non solo, come nel caso delle esposizioni della Triennale ivi ospitate o di alcune edizioni della Festa dell’Unità svoltesi nel Parco Stella, attuale nome del polmone verde con collina artificiale situato nel quadrante nord-ovest del QT8.Riportiamo ora, per meglio comprendere l’evoluzione del quartiere nei suoi primi anni di vita, i tre successivi piani urbanistici che ne hanno definito e via via ripensato, modificato, rimodellato la configurazione generale e le specifiche peculiarità.

Il primo piano, datato 1946, redatto dagli architetti già citati, teneva conto dell’esistenza di un grande bacino idrico artificiale derivato da una cava nella zona nord-occidentale dell’area; attorno ad esso si sviluppava un parco di notevole estensione e una zona sportiva. La composizione urbanistica constava essenzialmente di quattro settori residenziali confluenti in un centro ed una piazza principali, e di una successione a ritmo aperto di grandi edifici lineari, orientati con asse eliotermico (giacitura nord-sud) e periferici rispetto alla zona delle costruzioni basse immerse nel verde. In sede di realizzazione di questo progetto fu decisa la costruzione nel parco di due piccole colline.

Il secondo piano, del 1950, studiato dagli architetti P. Bottoni ed E. Cerutti, reca il segno di una più densa edificazione residenziale (palazzine di 11 piani, 10 piani, 7 piani, piuttosto ravvicinate fra loro), richiesta dal Comune al fine di uno sfruttamento più intensivo ed economicamente più redditizio delle aree. Gli elementi lineari si susseguono con un ritmo continuo lungo il Viale Scarampo, costituendo idealmente la cortina (in realtà un diaframma) di confine nord del quartiere; a differenza del piano precedente, divengono quattro, in luogo di tre, le case alte nell’angolo sud-est del quartiere. La collina del parco assume una più definita configurazione, e in luogo di una seconda collina è previsto un piccolo lago. La chiesa abbandona l’originario schema tipologico rigido per assumere quello articolato studiato dai vincitori del concorso per il centro religioso. Questo secondo progetto del QT8 è entrato a far parte del P.R. di Milano approvato nel 1953.

Il terzo piano, risalente al 1953, studiato dall’architetto Bottoni, è il segno di un inserimento del QT8 nell’ambito più vasto dei problemi cittadini. Ferma restando l’impostazione generale e in particolare quella dell’area a sud del corso d’acqua Olona (che separa il quartiere in due macro-comparti), notevoli varianti sono previste nella zona a nord di esso. La grande collina diviene, da elemento locale di completamento del quartiere, parte integrante e risorsa preziosa dell’attrezzatura verde e del panorama urbano della città.Essa costituisce il fondale della nuova e grande strada, che dalle autostrade entra in città (la nuova Via Scarampo) e poi corre ai suoi piedi. Ma la collina, in sé, diviene anche elemento urbanistico residenziale perché nel nuovo progetto è prevista su di essa una serie di ville di notevole importanza con giardini alternati a strade locali.


Urbanistica
Il quartiere è stato progettualmente suddiviso in quattro nuclei di circa 4500 abitanti ciascuno; ogni nucleo è servito da un asilo e da due o tre raggruppamenti di esercizi commerciali di prima necessità. Due nuclei raggruppati danno vita ad una scuola primaria; alla saldatura delle quattro partizioni costituenti il quartiere sorge il centro, in cui si raccolgono gli edifici, gli spazi, le dotazioni di servizi e le attrezzature necessari alla vita collettiva: qui si raggruppano gli edifici commerciali, l’area del mercato di quartiere, i luoghi di culto (chiesa e annessa canonica, nonché oratorio/centro religioso), i servizi ricettivi (due ristoranti, un ostello della gioventù, caffetteria), i centri di spettacolo e intrattenimento (cinema, piazzale panoramico per spettacoli), i luoghi di aggregazione, socializzazione e ritrovo (centro sociale, club per ragazzi, centro sportivo), le strutture socio-assistenziali (casa collettiva e annesso centro diurno per anziani), e infine gli sportelli postali e gli uffici bancari. Si lamenta da parte di alcuni la mancanza di un vero e proprio centro civico di quartiere, presente invece in alcuni dei quartieri confinanti.


Per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi aperti e la dotazione di verde attrezzato, il quartiere ha diversi punti di eccellenza: in primo luogo la piazza pavimentata centrale, grande invaso pedonale, e il prospiciente slargo stradale, snodo viario della mobilità veicolare interna, spazi interconnessi che costituiscono il cuore del quartiere, intorno al quale si distribuiscono e articolano tutti i principali edifici adibiti alla vita collettiva, agli scambi commerciali e ai servizi alla persona; in secondo luogo l’ingente estensione del verde attrezzato e i moderni impianti sportivi, con campi da gioco, specialmente di tennis, disseminati un po’ su tutta la superficie del quartiere.
La collina, il torrente Olona, il vicino laghetto e l’altro bacino idrico a sud, parimenti immerso nel verde attrezzato, sono al contempo le risorse ecologico-ambientali e i capisaldi del panorama urbano del quartiere.


Edilizia
La tipologia edilizia più ricorrente è quella delle grandi palazzine di edilizia economica INA casa, edifici in linea, alti 11 piani, con sistema distributivo a ballatoio e scala esterna. I progetti degli anni ’50 prevedevano 14 di questi blocchi residenziali, ma ne sono stati realizzati solo 9, tuttora esistenti. Un’altra tipologia ricorrente è quella dei cinque edifici residenziali a torre, dalla pianta a “Y” equilatera, alti 7 piani, che si attestano sul limite settentrionale del quartiere.
Per il resto, abbiamo la presenza di edifici condominiali in linea di medie dimensioni, di altezza variabile fra i due e i quattro piani, ma sono ricorrenti anche le case a schiera di uno, due o tre piani, e si hanno alcuni esempi di villette indipendenti di aspetto piuttosto signorile, con esteso giardino privato.
Vi sono edifici specialistici, come quelli adibiti ai vari tipi di servizi collettivi: il più particolare è senza dubbio costituito dalla chiesa, di innovativa pianta circolare e volumetria libera. Anche alcuni asili e scuole presentano particolarità tipologiche di rilievo, e configurazioni planimetriche piuttosto articolate, con esempi di collegamenti distributivi sopraelevati (scale e corridoi “a ponte”, che scavalcano parti di cortile o percorsi).
Dalle informazioni note non risultano esservi state riconversioni funzionali degli edifici.


Al momento della stesura dei piani di progetto e negli anni di costruzione del quartiere – la prima metà degli anni Cinquanta - si potevano rilevare alcuni esempi di innovazione tecnologica, specialmente nelle tecniche e tecnologie costruttive adottate ( relative a particolari procedure di prefabbricazione e montaggio in cantiere di alcuni “pacchetti strutturali”) e nelle dotazioni impiantistiche, all’avanguardia per i tempi.
La progettazione non era esplicitamente improntata a criteri tecnologico-realizzativi volti al risparmio energetico nel senso attuale, ma alcuni accorgimenti utilizzati dimostrano una sensibilità in quella direzione: ad esempio il fatto che quasi tutti gli edifici siano stati orientati secondo l’asse eliotermico (nord-sud), in modo da privilegiare, specie negli edifici in linea stretti e lunghi, gli affacci a est ed ovest, che garantiscono una illuminazione duratura ed equilibrata nell’arco della giornata.
Infrastrutture
Il quartiere QT8 è delimitato da quattro assi viari caratterizzati da una eterogenea intensità di traffico veicolare. Il Viale Scarampo, il grande asse di scorrimento veloce che lambisce il lato nord della zona, è senz’altro il tracciato più trafficato e rumoroso, e soprattutto su questo lato sono stati predisposti elementi di mitigazione degli impatti negativi, come la collina artificiale e consistenti fasce arboree che mirano all’ isolamento acustico nei confronti dei rumori stradali.
All’interno del quartiere è stata fin da principio evidenziata una netta distinzione tra strade di transito relativamente veloce (i due assi ortogonali centrali, una riproposizione di cardo e decumano che suddividono il QT8 in quattro partizioni) e vie di transito rallentato o locale, configurate essenzialmente come strade di penetrazione da una periferia su quattro diverse provenienze verso il centro del quartiere, definito come l’antico “foro”. Ognuno dei quattro nuclei è servito da strade periferiche costeggiate da percorsi pedonali e ciclabili separati fisicamente dalla carreggiata e quindi protetti da ogni interferenza di traffico.
E’ presente anche una linea funicolare, lunga circa 200 metri, che collega uno spiazzo prospiciente la strada perimetrale nord del quartiere con la sommità della collina, oggi denominata “Monte Stella”.
All’interno del quartiere si trovano alcuni elementi di moderazione del traffico, come i dossetti artificiali e locali restringimenti di carreggiata che inducono naturalmente al rallentamento.

 

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